Ansie e Rancori

Tutti abbiamo ansie. Tutti abbiamo rancori.

Qualche notte fa

Attendo, in questo buio dove il sonno non vuole alloggiare. Fuori fa freddo, dentro sono oppresso da pensieri disfatti come il mio letto. L’ansia si ferma in gola e rattrappisce le mie speranze. So già che il nuovo giorno, per lo meno, mi farà vedere i contorni di tutto, ma adesso cè un’altra notte da affrontare. Chissà quante volte mi ha visto così, chissà se qualche volta ha avuto pietà di me.

Sono circondato dal disordine di chi non riesce a decorare la sua vita, è questo il quadro in cui mi dipingo ogni giorno. Guardo l’ora continuamente, come se vedessi morire uno dopo l’altro i minuti tristi che ho dato in pasto allo sconforto.

Fuori fa freddo, ma è l’unico gelido brivido che vorrei per addormentarmi con una scintilla negli occhi. Invece, ancora una volta mi confino nel ripostiglio dei miei problemi.

Sento il ronzìo di qualche auto che va lontano: chissà se chi guida si sta dirigendo verso dei bei sogni. Se il sonno è il premio dei giusti, allora che cosa ho sbagliato? 

La felicità nel corso della vita è come quando si fa la doccia e poi ci si riveste con i vestiti sporchi di prima

Poesia

C’è uno sguardo

dentro me

che tu non vedi.

Tu mi parli,

non ti sento,

c’è troppa nebbia.

Vivo in me,

fa troppo male,

non sono io:

io ti aspetto,

resto fermo,

ma non c’è luce.

Attesa

Attendo di mangiare, ma non ho fame. Attendo l’appuntamento, chissà se servirà. Attendo un pomeriggio diverso, ma non credo arrivi. Attendo la sera, e vi ripongo le mie speranze. Attendo e basta, perchè adesso non succede niente.

Ansia (all’arrivo)

Quando la frenesia diventa il primo comandamento, significa che sono arrivato. Arrivi per correre, corri per arrivare: la follia viaggia col trolley. I volti distesi sono fiori nel deserto, l’agio di restare non esiste, tutti vanno. Fermarsi è impossibile, si verrebbe spazzati via dalla fiume umano, orda che ruggisce nervosa mentre guarda l’orologio. Dopo tanto tempo, non vedo ancora nessuno fermarsi: in realtà, non si arriva mai. Si diceva “partire è un po’ morire”, ma forse si preferirebbe morire del tutto piuttosto di vagare nei gironi di quest’inferno. Il peccato è il ritardo: anche se si è puntuali, si incappa nel caos di tutti quelli che non sono ancora certi di essere salvi. Con ansia.

Rancore (per una vecchia amicizia)

Quei giorni basati sul niente, all’epoca mi sembravano così densi. Densi d’incoscienza, carichi di ingenuità: il ritratto dell’adolescenza di chiunque. La vita ti costringe a schierarti: o seguire la direttrice del passato o cambiare rotta. Quando è in gioco la dignità, si deve optare per la seconda: se io non lo avessi fatto, ora ne sarei privo. Non tutti sanno compiere scelte dolorose, ma solo chi ne è capace può assaporare il gusto della maturità. Dopo tanti anni, la facciata dovrebbe crollare: se questo non succede, davanti a voi non avrete mai chi pensate di aver conosciuto. Se passa troppo tempo, vuol dire che non crollerà mai. L’unica cosa importante è capirlo. Col tempo, forse lo capiranno anche altri, ma per il momento vedo ancora che non vedono. O forse, se sul piatto c’è dell’altro, è meglio non vedere. Con tutto il mio rancore.

Ansia

Un pranzetto abbastanza triste, incompleto. Un’altra piccola dose di mal di schiena. L’alito cattivo. Progetti vari. Nessuno certo. L’unica certezza è esser certo di provare a non perderla. Prima o poi avrò qualche risposta, ma per il momento penso solo che penso troppo. La mia casa non è un rifugio, la mia mente è forse peggio.